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Consortium of European Re-enactment Societies
Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche
Europäische Vereinigung historischer Gruppen
Association Européenne d'Évocation Historique
Consorcio Europeo de Evocaciones Históricas
 
 
 
 Le domande più ricorrenti

 
- Che cos’è la “Living History”?
"La Living History (che in italiano si potrebbe tradurre liberamente in "Storia Viva") è la riproposizione di spaccati, quanto più verosimili possibile, di vita quotidiana del passato - siano questi civili o militari - attraverso la riproposizione di attività, di antichi mestieri, etc…In pratica il ricostruire, vivendoci a tutti gli effetti, una determinata ambientazione storica. In questa attività va inserito il "re-enactments", che è la ricostruzione a 360° di un preciso evento.
 
- Dove e quando nasce la Rievocazione Storica, come vera e propria attività ?
“Il tutto si può ricollegare al fiorire del gusto neo-classico della seconda metà del XIX secolo, quando le famiglie più ricche amavano circondarsi di oggetti antichi o di fedeli riproduzioni. A fianco quindi di un'attività archeologica estremamente intensa, e purtroppo il più delle volte caotica e improvvisata, si è sviluppata quella del re-enactment."
 
- Che cosa si intende con " archeologia sperimentale" ?
"L'archeologia sperimentale è certamente la parte più "accademica" dell'intero movimento della ricostruzione storica. Si tratta dell'applicazione pratica di tutte le teorie che si vengono a sviluppare a seguito di ritrovamenti archeologici o dalla disamina di documenti antichi. In pratica, laddove non esiste un reperto da ricostruire fedelmente (Ricostruzione Storica), interviene l'archeologia sperimentale che, partendo dallo studio di immagini, iconografie, bibliografie, realizza seguendo un metodo deduttivo ed empirico un determinato elmo, un’arma o un attrezzo qualsiasi. E’ sull’esperienza diretta e personale che si basa quindi l’Archeologia Sperimentale ".
 
- Esistono gruppi di rievocazione della II Guerra Mondiale ?
“Si, anche se sono più singoli che indossano le uniformi che non associazioni vere e proprie. Alcuni gruppi sono contattabili attraverso i link pubblicati anche su questo sito, altri invece contattando l’ IMVCC (International Military Vehicle Collectors Club), dato che molti re-enactors altro non sono che proprietari di veicoli storico/militari che indossano uniformi e allestiscono campi.”
 
- Che cos’è la “Rievocazione Storica”?
“L’ipotesi più probabile e veritiera possibile di “ricostruzione del passato”, in modo tale che, attraverso l’intrattenimento, si faccia una reale opera di tutela della propria memoria storica ed identità culturale. In pratica, per il CERS, Rievocazione Storica è tutto ciò che non vende per “storico”, e quindi per componente della propria cultura, ciò che è mero frutto della fantasia e/o del gusto contemporaneo.”
 
- Esiste un metodo da seguire nella ricerca e nella realizzazione degli abiti e delle attrezzature?
”Consigliamo in primis, una volta individuato quale personaggio o figura ricostruire, di studiare l’enorme patrimonio iconografico presente in Italia, su qualsiasi territorio, tra chiese, collezioni e musei. Tali siti offrono un campionario immenso di armi, armature ed oggetti di qualsiasi periodo storico compreso tra il XIV e il XX secolo, che si possono tranquillamente studiare e provare a ricostruire nel modo più fedele possibile”.
 
- Quali fonti iconografiche o bibliografiche sono indispensabili per un re-enactors?
“Non è facile rispondere a questa domanda, anche perché se analizziamo la moda e i costumi del Medio Evo o del Rinascimento, questi variano moltissimo non solo di nazione in nazione, ma addirittura di città in città. Una donna di Cividale del Friuli aveva a quel tempo un aspetto estremamente diverso da quello di una pari grado veneziana. Per cui, se per un Veneziano sono molto utili la raccolta degli Abiti Antichi del Vecellio (attualmente trovabile nelle librerie che vendono i prodotti della Dover), l’enciclopedia degli abiti veneziani del Grevembroch (Edito da Filippi, Venezia) e le opere di Carpaccio o Veronese, per le altre zone d’Italia sarebbe bene cercare quanta più documentazione possibile inerente alla propria area geografica : ad esempio un gruppo dell’area emiliana potrebbe iniziare con i cataloghi delle opere di Dosso Dossi.
 
- Quali sono i maggiori problemi che riscontrate quando dovete realizzare una replica di un oggetto o di un abito?
"Certamente il trovare materiali che quanto più si avvicinino a quelli usati nel XV e XVI secolo, soprattutto in ambito tessile (noi facciamo ad esempio un gran uso di panni di lana, anche se non sono cardati a mano). Ma lo stesso vale anche per la ricostruzione che so di daghe o pezze difensive, laddove le diverse qualità del ferro usato danno diversi effetti di lucentezza che a volte “stridono” con quello che doveva essere invece il pezzo lucido del tempo. Per non parlare del giusto cuoio per confezionare le scarpe. Anche qui vale il fondamento di “ipotesi” ricostruttiva, dove si cerca di avvicinarsi di più all’oggetto autentico… A questo proposito diffidate di chi Vi parla di “utilizzo di copie assolutamente fedeli”, a meno che questo non viaggi con la macchina del tempo."
 
- I Re-enactors devono denunciare il possesso delle proprie armi ?
"Innanzitutto i re-enactors non usano armi, ma bensì repliche.
Nel caso delle “armi bianche”, vige la nota del Ministero dell’Interno – Dipartimento di Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale Affari Generali – Servizio Polizia Amministrativa e Sociale – Divisione II – Armi ed Esplosivi, nr. 559/C.592 – 10171.A(4)1, del 3 febbraio 2000, che recita “…omissis…Resta innanzitutto fermo che le armi bianche, essendone vietato il porto, dovranno essere private della punta o del taglio…omissis”.
In ogni caso si tratta sempre di “armi letali solo di ridotta pericolosità”, pertanto il loro uso e trasporto è permesso solo nel contesto per il quale sono state create o acquistate (esibizioni, studio, ecc.). Si suggerisce quindi ai gruppi di re-enactment, quando si recano ad una qualsivoglia manifestazione storica, di :
- farsi inviare una lettera ufficiale di invito dall’ente organizzatore, in cui si specifica che per la propria partecipazione/esibizione il gruppo necessita di repliche di armi bianche
- tenere le suddette repliche custodite, durante il trasporto, in casse o sacche chiuse e che quindi non permettano una loro immediata impugnatura
 
Più specifico invece il settore delle repliche di armi da fuoco e ad avancarica, regolamentate dal Decreto del Ministero dell’Interno 9 agosto 2001, n.362 ( scarica il testo integrale del decreto), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie gen. - nr. 231 del 4 ottobre 2001.
 

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