Tutto per il Legionario Romano
 Per poterti realizzare l'equipaggiamento completo da Legionario, vai su :
http://www.romanhideout.com/Legiov/fabrica/fabrica_it.asp
L’uniforme dei reparti della Fanteria di Marina della Decima MAS 1943-1945
A cura di Andrea Lombardi (Associazione Storica "Italia")
Uno dei punti caratterizzanti la Decima MAS nella R.S.I. fu senza dubbio l'uniforme che, contrariamente a quanto avvenuto
per decenni nel Regio Esercito, era della stessa foggia e tessuto per Ufficiali, Sottufficiali e truppa.
Esistevano due versioni distinte, derivate dalle giacche sahariane Mod. 41delle unità paracadutiste: la tenuta
invernale (di panno grigioverde), e quella estiva (di cotone color sabbia), con delle piccole differenze di forma oltre
che di tessuto e colore.
La tenuta invernale si componeva di:
Giacca sahariana in panno grigioverde, tagliata a petto singolo, senza colletto e con un “pipistrello” in tessuto
applicato, che scende sul retro e sul davanti della giacca, sino a fungere da patta per le tasche superiori.
Le tasche inferiori, applicate, sono di forma trapezoidale, sopra di esse notiamo la cintura in panno grigioverde,
parte integrante del capo in questione.Sul braccio sinistro va posizionato, a metà circa dell'avambraccio, lo scudetto;
le mostrine pentagonali, di colore rosso per il Btg. “Barbarigo”, blu per gli altri Btg. F.M. della Decima MAS,
sono cucite ai lati dell'apertura del collo.
I gradi per i Sottufficiali erano posti sugli avambracci, sul braccio sinistro al di sotto dello scudetto, inoltre,
nel caso degli Allievi Ufficiali, era posta una fettuccia dorata intorno al colletto.
Per gli Ufficiali erano utilizzati i gradi a bassa visibilità Mod. 1940, comuni a tutto il Regio Esercito all' inizio
della guerra, posti in prossimità del bordo inferiore delle maniche.
Sul taschino sinistro veniva apposto il distintivo di Battaglione o di specialità.
Nella sahariana non esistevano tasche interne, essendo interamente rivestita di una fodera grigio nocciola.
La versione invernale era scollata lasciando così spazio al collo arrotolato del maglione grigio (talvolta sostituito
da camicia grigioverde o grigia).
Detto maglione inizialmente chiuso, fu successivamente modificato con l' inserimento di una chiusura lampo che rendeva
più agevole indossarlo.
I pantaloni, di taglio piuttosto ampio, erano stretti alla caviglia tramite un polsino con relativo laccetto, e
rimboccati allo scarponcino grazie a calzettoni in lana grigia.
Basco grigioverde con fregio della Marina Repubblicana ricamato a mano in canottiglia dorata.
In realtà il fregio poteva essere di vari tipi a seconda del gusto e della fantasia del portatore (da una semplice
ancoretta a spille di propaganda).
In combattimento veniva usato l'elmetto Mod.33 con frontalmente un'ancora gialla dipinta a mascherina, raramente
in congiunzione con un piccolo scudetto tricolore od una “X” rossa laterale.
Cannoni e Collant
Mentre l’armamento della Divisione F.M. “San Marco”, in buona parte fornito dai tedeschi, poteva considerarsi
generalmente di buon livello (i Marò della “San Marco” potevano contare infatti sulle eccellenti mitragliatrici
MG 42, fucili Mauser K98k dotati anche di lanciagranate, lanciarazzi anticarro Panzerfaust, ed erano stati
consegnati alla Divisione anche una dozzina di cannoni anticarro PAK 40 da 7.5cm, efficaci contro ogni carro Alleato),
l’armamento della Decima MAS, dipendendo solo nominalmente dal comando della Marina Nazionale Repubblicana,
era stato recuperato nei modi più stravaganti: da semplici recuperi di materiale abbandonato a furti dai convogli
tedeschi, da acquisti privati alla “persuasione” di dirigenti delle fabbriche belliche del Nord Italia…
“Andammo a Torino. La città sembrava gonfia di cannoni negli arsenali, anche nelle caserme, cannoni abbandonati
dopo l’armistizio come ferrivecchi e con un dito di polvere, cannoni che non servivano a nessuno.
I consegnatari, vecchi Colonnelli e Maggiori tedeschi, non volevano sentir ragione senza timbri e firme delle autorità
competenti.
Noi eravamo una specie di corpo franco e loro non volevano responsabilità. Il ricorso alle debolezze umane fu proprio
necessario.
Biglietti da mille, pacchi di sigarette, calze di seta lunghe, dorate…e, ad uno ad uno, i cannoni cambiavano
furtivamente di proprietà sobbalzando nottetempo per le strade deserte e malsicure (…)
Un vecchio Colonnello tedeso si commosse fino alle lacrime a sentire che volevamo assolutamente cadere
sopra gli ultimi affusti d’Italia, e allora ci regalò un cannone”.
M. Gandini, tenente del Gruppo di artiglieria “Colleoni” della Decima MAS.
Top
|